GIOIA NELL’ORA DELLA PROVA


“Considerate come argomento di completa allegrezza le prove svariate in cui venite a trovarvi, sapendo che la prova della vostra fede produce costanza” (Giacomo1:2, 3)


Sbaglia chi dice che camminare in novità di vita significhi essere esenti dalle prove! Anzi, siamo esortati a considerare le nostre prove come autentiche gioie, poiché la nostra paziente sopportazione conduce infine al prodotto finito di una carattere santo.
Tutte le prove e le afflizioni che ci assalgono sono viste e condivise dal nostro Padre celeste.
Dio non salvò Israele dalle traversie delle prove, ma passò con il Suo popolo attraverso di esse (cfr. Esodo 3:7-9; Isaia 43:9).
Evidentemente c’era un sapiente disegno dietro alle amare esperienze dell’Egitto. Così avviene con noi. Le nostre afflizioni hanno delle motivazioni che attualmente non comprendiamo; eppure un giorno ci risulteranno chiare, quando staremo alla luce di Dio.
Le tribolazioni non sono sempre un castigo, anche se può accadere in alcuni casi; ma più spesso siamo addolorati a motivo di svariate sofferenze, affinché la prova della nostra fede, essendo più preziosa dell’oro che perisce, risulti a nostra lode, onore e gloria nel giorno della rivelazione di Gesù Cristo.
Rallegriamoci dunque, e magnifichiamo la Sua compassione.
Che argomento di lode è questo! Salmi e inni preziosi sono scaturiti nel corso delle epoche, confortando miriadi di persone, poiché coloro che li scrissero erano passati attraverso una rigorosa disciplina.
E forse anche noi, dopo essere passati attraverso una grande tribolazione, potremo apportare delle note alla musica celestiale che i figli della luce decaduti non potranno mai cantare.
La raccolta dei Salmi eterni non potrebbe essere completa senza le reminescenze, messe in musica, della grazia che si è presa cura di noi nelle nostre prove terrene e ci ha portati fuori dalla fornace del dolore.


Racconteremo di come il braccio glorioso di Dio fu anche alla nostra destra, come lo fu alla destra di Mosè.
Di come il sentiero sassoso divenne morbido come muschio; di come Egli ci condusse fuori dal calore insopportabile della fornace per condurci ai pascoli erbosi e alle acque chete; e di come Egli provvide per noi e rendere glorioso il Suo nome. Sì, menzioneremo il Signore, per tutto quello che ci ha elargito, secondo la Sua misericordia, e secondo la moltitudine delle Sue compassioni.
Racconteremo come l’Angelo della Sua presenza ci ha salvato; come, nel Suo amore e nella Sua pietà Egli ci ha redento e ci ha sostenuti durante tutti i nostri giorni.
Avremo una lunga storia da raccontare! “Il mio cuore e la mia carne vengono meno, ma tu sei la forza del mio cuore e la mia parte in eterno!”. “Nessuno che confida in Lui sarà deluso”.