I SUSSURRI DI UNA PROFEZIA
"Se il ferro perde il taglio e uno non l’arrota, bisogna che raddoppi la forza” (Ecclesiaste 10:10)

Ci troviamo di fronte a una lezione sul servizio. Il ferro è l’emblema del servizio. L’età della pietra coincide con la preistoria, un’epoca incivile e selvaggia: l’età dell’oro non è che un sogno: l’età del ferro è la realtà. Pensiamo all’aratro, alle armi, ai mille impieghi del ferro, agli enormi macchinari con i quali gli uomini dominano la terra e alleggeriscono il lavoro, alle navi moderne e, non ultime, alle macchine da stampa. Queste rappresentano i fondamenti della civiltà e la nostra forza. Il ferro può essere adottato a pieno titolo come il simbolo stesso del servizio. Sulla storia di questo metallo si potrebbero predicare diversi sermoni. Esso giace nelle profondità della terra, sepolto fra le tenebre. “A cosa servo?”, esso potrebbe dire, “non ho valore, e non trovo alcun impiego utile: sono scuro e nascosto”. Forse esso ha sognato prospettive migliori, immaginato utilizzi e servizi importanti, sognato di essere portato alla luce, di essere modellato per un uso nobile, ad esempio per arare le zolle della terra, o per mietere il grano. Quanto sarebbe contento al pensiero di aver contribuito a sfamare un mondo affamato, di aver rallegrato migliaia di case, confortato le mamme, reso gli uomini soddisfatti del proprio lavoro. Forse il ferro ha anche immaginato di essere modellato in una forma che gli permettesse di esprimere le lingue degli uomini, di raccontare i sospiri del loro amore, registrare i risultati economici, accorciando così le distanze tra i popoli. Anche noi siamo duri, sepolti e rinchiusi nelle nostre tenebre, eppure a volte desideriamo essere chiamati a qualche servizio, aspiriamo a un utilizzo proficuo. Tali sogni sono forse burle inutili? No, questi buoni pensieri e questi desideri nobili sono i sussurri di una profezia. Non sono altro che gli inviti di Dio. Pensaci, per un istante. Le pietre possono avere un preciso utilizzo e sono spesso in grado di realizzare scopi assai nobili. Soltanto noi non abbiamo alcun valore? Non esiste una potenza in grado di nobilitare e di valorizzare la nostra vita? Per tutti noi deve esserci la possibilità di fare del bene e di essere utili. Contaci. Per noi, da qualche parte, in un modo o nell’altro, devono esistere fini più elevati e scopi più gloriosi. Anche per i più duri, oscuri e privi di vita fra noi!