IL GIUSTO GIUDICE
“L’Eterno fa giustizia e ragione a tutti quelli che sono oppressi” (Salmo 103:6)

A tutti gli oppressi? Sopraffazione significa toccare con mano la brutalità dei più miseri e assistere a tutto ciò che è rivoltante e orribile: significa udire storie di viltà, di tradimento e di dolore. Potremmo chiederci se tutto sia veramente oscurità e confusione. La forza appare l’unico diritto, il profitto l’unico bene e la soddisfazione personale il solo scopo della vita. Grazie a Dio, però, le tenebre, il terremoto e il fuoco passano rapidamente, e con anima rapita sentiamo quella voce dolce e sommessa sussurrarci: “Non temere, va tutto bene. Dio vede tutto”. L’Eterno fa giustizia e ragione a tutti coloro che sono oppressi. Le cose non sono preda di una confusione senza regola: il mondo non è dominato da una cieca fatalità. “L’Eterno sedeva sovrano sul diluvio, anzi l’Eterno siede re in perpetuo” (Salmo 29:10). Da questa fiducia sgorga nuovamente un canto di lode. L’oppresso è come un fiume ostacolato da enormi massi, costretto a innumerevoli deviazioni e messo per un momento a tacere, ma, alla fine, riprenderà il proprio corso con maggiore vigore, e proclamerà: “Cantate a Dio, salmeggiate al suo nome, preparate la via a colui che cavalca attraverso i deserti: il suo nome è: l’Eterno, ed esultate dinanzi a lui. Padre degli orfani e difensore delle vedove è Iddio nella dimora della sua santità” (Salmo 68:4, 5).